Le intossicazioni da metalli sono molto frequenti nei volatili. Sono certamente più evidenti e “spettacolari” i casi di intossicazione acuta in cui un uccello manifesta sintomi improvvisi e gravissimi per ingestione di frammenti di materiale metallico. In realtà però sono molto più numerosi i casi di intossicazione cronica da quantitativi limitati che conducono a scadimento delle condizioni generali, immunodepressione e scarsa fertilità. L’assunzione quotidiana di dosi minime comporta spesso la degenerazione di organi emuntori come fegato e reni ed una maggiore predisposizione a sviluppare infezioni e malattie ma i sintomi risultano vaghi ed intermittenti.

Avvelenamento da Zinco
Questa è forse la forma di avvelenamento di più frequente riscontro negli uccelli da gabbia e da voliera. L’incidenza maggiore si rileva nei pet-birds a causa della loro “libertà” che li espone alla possibilità di assunzione di corpi estranei metallici più dei loro consimili detenuti in cattività.

Vomito, diarrea verde-nerastra, abbattimento, tremori, arruffamento delle penne, incoordinazione dei movimenti, depressione, anoressia, atteggiamento “con ali e testa cadenti”, aumentata assunzione di acqua e di emissione di urine e ritardo nello svuotamento del gozzo sono spesso sintomo d’intossicazione acuta da zinco.

La fonte più comune è la gabbia stessa con le sue sbarre di metallo zincato. Spessissimo gli uccelli spezzano frammenti di sbarre o rete e poi le ingeriscono oppure ne assumono quantitativi limitati grazie all’usura lenta e costante delle stesse. Anche le ciotole di metallo o le sbarre a contatto con cibi umidi e acidi (spicchi di frutta, ecc.) possono rilasciare zinco che diviene così disponibile.

Altre fonti di metallo possono essere: giocattoli, cerniere, gioielli, graffette e puntine metalliche, viti, chiodi e frammenti di metallo derivanti dalle più disparate attività quotidiane.

Altri avvelenamenti relativamente frequenti sono:

  • Avvelenamento da piombo e altri metalli
  • Avvelenamento da cibi deteriorati od impropri
  • Avvelenamento da antiparassitari / pesticidi (carbammati, organofosforici, piretroidi, ecc.) e da rodenticidi (veleno per topi)
  • Avvelenamento da coloranti e vernici
  • Avvelenamento da farmaci
  • Avvelenamento da piante tossiche, tossine e micotossine
  • inalazione di tossici

I sintomi degli avvelenamenti sono in diretta dipendenza dall’effetto tossico specifico prodotto sui differenti organi dell’animale colpito dalla sostanza in questione. Solitamente comunque si osservano i sintomi generici (descritti per l’intossicazione da zinco) associati o meno ad altri più specifici.

Diagnosi
La diagnosi di avvelenamento si fa generalmente attraverso:

  • segnalamento (registrazione dei dati dell’animale come specie, razza, sesso, età, tipologia di animale: riproduttore o pet)
  • anamnesi (raccolta di dati relativi alle abitudini ed alla vita dell’animale anche e soprattutto in relazione all’ambiente in cui vive, abitudini alimentari, malattie pregresse, patologie dei genitori, ecc.)
  • visita clinica
  • ricorso a tecniche diagnostiche collaterali (lastre, endoscopie ed esami del sangue).

A volte l’unica diagnosi deriva dall’autopsia dell’animale venuto a morte e da analisi chimiche selettive su fegato, reni, pancreas, contenuto gastrico e cervello.

Terapia
In caso di avvenuta intossicazione è fondamentale la tempestività. Il ricorso al proprio Medico Veterinario è di vitale importanza perché bisogna istaurare prima possibile:

  • Stabilizzazione clinica del paziente con ricovero in ambiente a temperatura ed umidità controllate
  • Terapia reidratante (fondamentale per “diluire” il prodotto tossico e favorirne l’eliminazione)
  • Somministrazione di ossigeno per migliorare la ventilazione
  • Lavaggio del gozzo (se il prodotto si trova ancora nell’ingluvie)
  • Utilizzo di antidoti specifici (atropina, vit. K, Ca-EDTA, ecc.)
  • Eventuale intervento chirurgico mini-invasivo (endoscopia) o invasivo (celiotomia) atto ad allontanare fisicamente il corpo estraneo.

Altri avvelenamenti: Inalazione di tossici
I volatili per la verità risultano assai sensibili anche all’inalazione di tossici (fumi, gas di teflon surriscaldato, vapori, ecc.) i quali spesso conducono improvvisamente a morte l’animale senza sintomi specifici evidenti. Intossicazione grave spesso culminante nella morte deriva dall’inalazione di fumi di teflon derivanti dal surriscaldamento di padelle, pentole e piastre con copertura antiaderente. In questi casi, in dipendenza soprattutto dal tempo di esposizione e dalla percentuale di fumo disciolto nell’aria, si può tentare di salvare il soggetto ricorrendo rapidamente a terapia intensiva.

Conclusioni
Come purtroppo spesso capita, le intossicazioni e gli avvelenamenti negli uccelli derivano da negligenza, superficialità, disattenzione ed ignoranza.
E’ bene soprattutto vigilare attentamente sulle attività degli animali nei momenti di “libertà” e fornire loro attrazioni, giocattoli ed accessori in materiale atossico, innocuo e specificatamente dedicato a loro nonchè osservare la massima igiene relativamente a residui di cibo e deiezioni.

Il ricorso al ricovero ed alle terapie intensive, ed ancor di più la tempestività nell’attuarli, sono essenziali per una diagnosi corretta, l’inizio di unaterapia efficace, e la formulazione di una prognosi.