l riccio africano è un piccolo mammifero appartenente alla famiglia Erinaceidae, la stessa del nostro riccio europeo. A differenza di quest’ultimo, la cui detenzione come animale domestico è proibita, da qualche anno il riccio africano comincia a diffondersi come animale da compagnia.

In natura si ritrova abitualmente nella savana dell’Africa centrale, dove è solito riposare durante il giorno in piccole tane sotterranee o protetto in folti cespugli per poi attivarsi dopo il tramonto. Oltre a essere notturno è anche un animale solitario e schivo che andrebbe tenuto da solo, ma quando è attivo ama esplorare l’ambiente circostante anche se poco interagisce con il proprietario. Quando percepisce un pericolo è solito esporre i suoi aculei soffiando e grugnendo, talora saltando per pungere oppure “chiudendosi a riccio” per difendersi.

La gestione deve tener conto delle sue abitudini e delle sue origini; infatti il riccio africano non va in letargo ma è attivo tutto l’anno!! ciò significa che mal sopporta le basse temperature. L’ambiente ideale prevede unatemperatura che oscilla tra i 25 e i 30 gradi centigradi con un umidità non troppo elevata; se la temperatura cala sotto i 15-10 gradi diventa poco attivo, mangia meno e soprattutto può contrarre gravi forme respiratorie, cui è molto predisposto, talora mortali.

In estate non correrete pericoli ma in inverno gli va assicurato un riparo caldo e pulito, meglio se tenuto in casa con una fonte di calore adatta (lampade o tappetini riscaldanti). In estate l’ideale sarebbe che vivesse in giardino, magari in un grosso recinto che lo protegga dalla curiosità di cani e gatti con le rete ben infossata onde evitare che si scavi vie di fuga!! L’alternativa ovviamente è tenerlo in casa ma in questo caso dovrebbe alloggiare in un terrario il più grande possibile per permettergli il movimento (può anche essere lasciato libero di gironzolare in una stanza). Il fondo deve essere spesso ed assorbente, vanno bene i pellet di carta ricilata, il fieno e forse un po’ meno il tutolo di mais che potrebbe ingerire. E’ fondamentale che abbia un cassetta che gli funga da tana quando desidera pennicare e rifugiarsi perché impaurito.

Per ciò che concerne l’alimentazione non esiste “la dieta“ del riccio, precisa e universale da rispettare; ne sono state proposte tante e bisogna cercare di essere equilibrati e non eccedere soprattutto con ciò di cui è molto ghiotto. Il riccio africano è insettivoro e in natura pare avere quindi una dieta meno varia di quello europeo; tenendolo in giardino è possibile farlo predare autonomamente tenendo vivi i suoi istinti naturali. Anche in questo caso è buona norma integrare comunque l’alimentazione che in ogni caso dovrebbe consistere in: insetti (camole, grilli, chiocciole), croccantini proteici come quelli per gatti (di marche premium), pezzetti di fegato, carne cotta e uovo sodo.
Ogni tanto gli si può offrire qualche pezzetto di frutta e più spesso anche di verdura. L’acqua va lasciata sempre a disposizione meglio se tramite unabbeveratoio a goccia perché spesso ribaltano o defecano nelle ciotole!!

In natura il riccio africano vive all’incirca 3-5 anni mentre in cattività, al riparo da malattie e predatori, può raggiungere anche gli 8 anni.
Qualora se ne possedessero più di uno è importante sapere che sono animali precoci che raggiungono la pubertà anche superati i 2 mesi!! In ogni caso sarebbe meglio allestire un harem con più femmine e un solo maschio. La gravidanza dura in media 35 giorni (34-37gg), i piccoli, di solito tre, pesano all’incirca 10 grammi per poi raggiungere un peso da adulti che oscilla tra i 300 e i 600 grammi.

E’ fondamentale quindi non sovralimentare il vostro riccio predisponendolo all’obesità e a malattie metaboliche correlate.