Le tartarughe d’acqua sono tra i rettili più diffusi come animali da compagnia ma purtroppo, il più delle volte, vengono mal allevati a causa di una mancata informazione sulla loro gestione ambientale e alimentare, tanto da causarne malattie metaboliche spesso gravi e mortali.

Queste tartarughe appartengono, nella maggior parte dei casi, al gruppo delle tartarughe palustri americane e sono racchiuse nella famiglia Emydidae. Esponente di spicco è senza dubbio la Trachemys scripta con le sue diverse sottospecie elegans, scripta etc. Sono animali molto robusti e resistenti tanto da poter essere allevati da adulti in laghetti e stagni anche d’inverno

La pratica di liberare, però, questi animali nelle acque dei nostri fiumi e laghi, vista la voracità che le contraddistingue e l’assenza di loro predatori naturali, è vietata perché sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di specie autoctone. Le Trachemys possono vivere anche più di trent’anni e raggiungere dimensioni di 15-30 cm di lunghezza a seconda della sottospecie in esame. Il dimorfismo sessuale non è evidente quando sono piccole, ma si rende visibile solo in età adulta quando nel maschio le unghie delle zampe anteriori crescono molto di più che nella femmina; la coda del maschio è più sviluppata, inoltre le femmine adulte risultano presentare dimensioni maggiori dei maschi.

Allestimento acquario
Conviene dotarsi sin dall’inizio di una vasca piuttosto grande in modo da non doverla più cambiare anno dopo anno con l’aumentare delle dimensioni dei soggetti, preferibilmente di forma rettangolare e non circolare per evitare che l’animale si disorienti. Il materiale ideale è il vetro perché la plastica a lungo andare si fessura, opacizza e si deteriora, rendendone difficile la pulizia. Il livello dell’acqua non deve essere inferiore alla lunghezza del carapace. La parte emersa (legno, radica, roccia etc.) deve essere posta sotto la fonte di luce e calore in modo da mimare un appoggio su cui le tartarughe si riposano e si riscaldano. Tutto il materiale da arredo deve essere sottoposto assolutamente a trattamento sanificante previa bollitura e poi essere saldamente inserito nell’acquario e fissato con silicone. I materiali devono essere di dimensione adeguati in modo che le tartarughe non ne ingeriscano frammenti; per questo è da evitare la tipica sabbietta da acquario per pesci, data la tendenza delle tartarughe a cibarsene andando incontro a gravi problemi gastrointestinali.

La parte emersa può essere arredata come un vero e proprio giardinetto con tronchetti, sabbia, sassi, piantine anche se di solito si preferisce l’utilizzo di tappetini di prato sintetico e sassi che ciclicamente possono essere rimossi, disinfettati e lavati.

E’ senza dubbio importante tenere conto delle necessità primarie dei nostri animali: questi si alimentano, defecano ed urinano in acqua, escono solo per riscaldarsi e godere delle radiazioni solari essenziali per la loro omeostasi calcica; in caso di presenza di femmine adulte, bisogna allestire una vaschetta di sabbia entro la quale possano scavare e deporre le uova.

Per mantenere l’acqua pulita più a lungo, sarebbe opportuno considerare la possibilità di annettere un sistema di filtraggio per acquariologia. Il materiale filtrante inserito deve essere cambiato spesso, vista la velocità con cui questi rettili sporcano l’acqua. Un rimedio facilmente attuabile può essere quello di allestire una vaschetta, anche di ridotte dimensioni, in cui alloggiare le tartarughe per alimentarle e nella quale lasciarle finché non abbiano defecato. Infatti, questi rettili hanno la tendenza a evacuare feci subito dopo aver assunto l’alimento. Questo comportamento può facilitare di molto la conservazione di un ambiente di vita pulito.

Illuminazione
L’ideale è porre le tartarughe nelle condizioni di prendere la luce solare diretta per circa 12-14 ore al giorno senza interposizione di vetri, tende, schermi e quant’altro, condizione attuabile solo nei mesi estivi. In cattività si rimedia attraverso l’utilizzo di specifiche lampade che emettono raggi ultravioletti(per es.: Reptistar 5.0, Reptisun 10.0 UVB, Iguana light 5.0, Sylvania Reptistar Arcadia D3 Reptile, etc.) in grado di consentire la sintesi di vitamina D, indispensabile per l’assimilazione del calcio e quindi del loro armonico accrescimento. Queste lampade vanno sostituite almeno ogni 6-8 mesi perché col passare del tempo diminuisce drasticamente la quantità di raggi UVB prodotti.

Temperatura
Tutti i rettili hanno bisogno di avere a disposizione le cosiddette “zona calda” e “zona fredda” in modo da poter scegliere dove posizionarsi per svolgere le diverse attività durante le ore del giorno. La temperatura ideale è compresa tra 20°e 28°C con una riduzione durante la notte di circa 6°C. Per questo motivo nella parte emersa, accanto alla lampada a raggi UVB, va posta una fonte di calore (lampade ad infrarossi, semplici lampadine ad incandescenza, lampade in vetro ceramica).

Esistono in commercio lampade combinate, in grado di emettere raggi ultravioletti e calore costituendo un ottimo stratagemma logistico, ma bisogna ricordare che le tartarughe devono essere irradiate dai raggi per almeno 10 ore al dì. L’acqua deve essere riscaldata da un riscaldatore di acquariologia con una potenza adeguata alla quantità d’acqua, tarato a 23-25°C e protetto da una retina in modo tale che le tartarughe non si procurino ustioni.

Alimentazione
Le Tracheys sono carnivore strette da piccole e onnivore da adulte.
L’alimentazione deve essere possibilmente varia; è bene sottolineare che i gamberetti disidratati utilizzati comunemente per l’alimentazione delle tartarughe d’acqua non nutrono affatto, di conseguenza è sconsigliato vivamente il loro utilizzo.

Le Trachemys devono essere alimentate tutti i giorni nei primi anni di vita, per poi passare a 2-3 volte a settimana da adulte.

Ecco alcuni esempi esplicativi di alimenti per tartarughe d’acqua:

  • Pesci interi o tritati (lattarini, alborelle, novellame in genere, etc.)
  • Ritagli della pulizia del pesce, visceri compresi (trote, salmoni, naselli, sgombri, etc.)
  • Carni bianche (tacchino, pollo, coniglio)
  • Carne bovina macinata (solo occasionalmente)
  • Pezzetti di fegato crudo (soprattutto per stati vitaminico carenziali)
  • Crostacei (anche gamberetti surgelati, granchi, scampi, mazzancolle, etc.)
  • Cozze, fasolari, cannolicchi, vongole, telline sgusciate
  • Pesci vivi (guppy, pesci rossi, etc.) soprattutto per tartarughe anoressiche
  • Insetti (camole del miele e della farina, grilli, etc.)
  • Lombrichi, lumachine di terra comprensive del guscio
  • Pellet per tartarughe e pesci da laghetto.
  • Croccantini light per gatti
  • Artemia salina (ottima per le tartarughe neonate e reperibile presso allevamenti di trote)
  • Verdure tritate (cicoria, zucchine, carote, fagiolini, etc.)
  • Frutta tritata (mela, pere, melone, cocomero, etc.)