Che cos’è: la cataratta è una opacizzazione patologica del cristallino (uno dei mezzi diottrici dell’occhio) e/o della sua capsula. L’occhio appare di colore diverso rispetto all’occhio sano (colorazione biancastra lattescente, diversa dal normale in situazioni di luce particolare) e di solito si apprezza un’importante riduzione della capacità visiva fino alla totale cecità.

L’intervento chirurgico: l’unica terapia è chirurgica. Consiste nell’asportazione del cristallino catarattoso con l’utilizzo di ultrasuoni (facoemulsificazione), attraverso una piccola incisione corneale che consente l’accesso chirurgico al cristallino.  Di solito è preferibile intervenire su un occhio per volta in caso di bilateralità. Se le condizioni saranno opportune, si procederà alla “sostituzione” del cristallino emulsificato dagli ultrasuoni con una lente intraoculare (IOL). L’intervento chirurgico deve essere effettuato in anestesia generale, dunque è essenziale che precedentemente venga eseguita una visita clinica pre-chirurgica ed un esame ematobiochimico, oltre ad una terapia con colliri specifici da iniziare qualche giorno prima. L’animale deve rispettare un periodo di digiuno di almeno 12 ore prima dell’intervento chirurgico.

Post operatorio: durante la prima settimana successiva all’intervento chirurgico, che normalmente avviene in day-hospital, il soggetto dovrà portare un collare elisabettiano che dovrà tenere 24 ore su 24 (con il quale potrà tranquillamente svolgere ogni normale attività) ed il proprietario dovrà somministrare  più volte al giorno dei colliri (di solito gli stessi utilizzati nel periodo pre-operatorio).

Verranno poi effettuati dei controlli periodici nel breve-medio e lungo termine.

Eventuali complicazioni: come ogni intervento chirurgico presuppone dei “normali” rischi legati ad un’anestesia generale. In casi piuttosto rari si possono verificare delle complicazioni chirurgiche e post-chirurgiche, come la comparsa di un edema corneale persistente, uveite, distacco di retina, “cataratta secondaria”, glaucoma, deiscenza della ferita, persistenza della cecità legata ad eventuali patologie retiniche preesistenti e non diagnosticabili oltre ad eventuali problematiche legate all’indole del soggetto o all’attenzione del proprietario. Un importante campanello d’allarme potrebbe essere

un’improvvisa chiusura dell’occhio operato, con un forte arrossamento o una lacrimazione intensa a distanza di due o tre giorni dall’intervento. In questo caso è bene eseguire una visita di controllo tempestiva.