Numerose sono le specie di tartarughe acquatiche presenti in natura, ma quelle comunemente reperibili in commercio e diffuse come pet appartengono prevalentemente al genere Trachemys.

Sono tartarughe comunemente diffuse nel continente americano e come tutti i rettili sono animali a “sangue freddo”, ovvero non hanno una temperatura corporea costante ma adattano il proprio metabolismo alla temperatura dell’ambiente circostante. Si tratta di tartarughe semiacquatiche che si adattano bene ad essere allevate sia in casa che all’aperto , ma in entrambi i casi hanno bisogno sia di acqua che di una parte emersa asciutta dove effettuare il “basking”, ovvero riposare specialmente nella bella stagione facendo il pieno di raggi solari e di calore. Durante la stagione fredda non effettuano un vero e proprio letargo ma la cosiddetta “brumazione”, ovvero un periodo in cui non si alimentano e riducono al minimo il proprio metabolismo. La brumazione può verificarsi anche in acqua.

Acquistate in negozio o alle fiere molto piccole, in pochi anni possono raggiungere dimensioni del carapace considerevoli (oltre 30 cm le femmine). Possono perciò in breve tempo richiedere molto spazio, particolare non trascurabile che chi le acquista deve tenere presente. Inoltre l’aspettativa di vita in natura è mediamente di circa 30 anni, in cattività se ben gestite arrivano anche a 40.

Non tutti sanno che si tratta di tartarughe onnivore, quindi la loro alimentazione deve comprendere sia vegetali che alimenti di origine animale (sia carne che pesce) in proporzioni e con frequenza differenti a seconda che si tratti di esemplari giovani o adulti.

Le patologie più frequenti della tartaruga d’acqua

Le patologie “gestionali” sono quelle di più frequente riscontro in questi animali: da una parte la gestione sbagliata dell’acquaterrario (acqua sporca, assenza di un sistema di filtraggio e riscaldamento dell’acqua, assenza della zona emersa per il basking, poca/nulla esposizione alla luce solare diretta, sovraffollamento ecc), dall’altra una dieta poco variata o addirittura monotematica (solo gamberi essiccati) sono alla base dei problemi per cui più frequentemente questi magnifici rettili vengono condotti a visita.

IPOVITAMINOSI A: conosciuta anche come “malattia degli occhi gonfi” perché frequentemente causa gonfiore e chiusura degli occhi e favorisce la comparsa di ascessi. Causata da diete sbagliate carenti di vitamina A basate su un solo alimento (frequentemente gamberi essiccati).

MOM (malattia osteometabolica): può manifestarsi con debolezza muscolare, corazza morbida e deformata, deformità della mandibola superiore. Le cause più frequenti sono scarsa esposizione alla luce solare diretta e diete povere di calcio.

SCUD (malatia ulcerativa cutanea setticemica):

le tartarughe alloggiate in acquari con acqua molto contaminata e in scarse condizioni igieniche possono sviluppare questa patologia che si manifesta inizialmente con eritema del carapace e soprattutto del piastrone, questo può evolvere fino a ulcere ed erosioni che possono esitare in setticemia e morte.

Importantissime sono le visite semestrali di controllo in cui il veterinario esperto in animali esotici valuta lo stato generale dell’animale ed esegue un esame feci per trattare eventuali parassitosi se presenti.